PENSARE LA CURA, ABITARE LA CURA 

2ND INTERNATIONAL CONFERENCE BARI, 27 E 28 NOVEMBRE 2025 

PENSARE LA CURA, ABITARE LA CURA 

Fenomenologia dell’incontro: sguardi, esperienze, pratiche 

Riflettere oggi sul tema della Cura significa riconoscerne la ricchezza semantica e la pluralità di prospettive che essa apre. Il secondo appuntamento internazionale esplora la Fenomenologia dell’incontro: sguardi, esperienze e pratiche declinandola in materia di territorio, pace, ontologia della diversità e disuguaglianze, relazioni. In questa cornice, l’attenzione alle disuguaglianze indaga le loro sedimentazioni simboliche e percettive, mostrando come esse si riproducano nei vissuti, nei linguaggi e nelle istituzioni e come la cura possa operare quale pratica trasformativa. La relazione è assunta come principio epistemico ed etico, non semplice contatto tra soggetti, ma dispositivo di co-costituzione in cui l’alterità è condizione di conoscenza e di responsabilità reciproca. Contemporaneamente, il territorio viene interrogato nella sua valenza ecologica, sociale e culturale, al fine di promuovere spazi solidali e sostenibili capaci di coniugare cura dei luoghi e giustizia ambientale. I processi di valorizzazione territoriale, dunque, diventano elemento di riconciliazione e, attraverso la pratica della pace, mirano alla riduzione della violenza strutturale e alla costruzione di istituzioni inclusive finalizzate a promuovere un’ontologia della diversità che rifiuta modelli gerarchici dell’identità ripensando le differenze come risorse generative da riconoscere e co-abitare. 

L’evento intende così offrire un quadro teorico-pratico integrato nel quale la cura diventa criterio di lettura e di intervento sulle forme del vivere insieme. 

Il Convegno Senior, che coinvolge docenti e studiosi di filosofia, pedagogia, didattica e scienze sociali, si costruisce attraverso tre aree tematiche complementari, di seguito riportate: 

  • CALL 1 — SGUARDI (RIFLESSIONI) 

Quale volto assume la cura quando la si osserva come fenomeno dell’incontro? Quali saperi, genealogie e orizzonti teoretici interrogano oggi il gesto del “prendersi cura”? In un tempo segnato da crisi antropologiche, ecologiche, educative e relazionali, il concetto di cura si impone come nozione chiave per ripensare il senso dell’umano, la qualità delle relazioni e la responsabilità etica nell’abitare il mondo. Ma cosa significa “pensare la cura”? E cosa comporta “abitarla”? Questa call si rivolge a contributi che intendano interrogare la cura come categoria epistemica e ontologica, in grado di aprire nuove prospettive teoretiche, pedagogiche, etiche, politiche e socio-culturali. Si invitano, tra le altre, riflessioni teoriche che esplorino le radici della cura e che ne mettano in luce la portata trasformativa in ambito filosofico, educativo, relazionale, etico, istituzionale e sociale. Saranno valorizzati contributi che propongano: 

– Riletture critiche e genealogiche della cura nei contesti del pensiero occidentale e non occidentale; 

– Prospettive fenomenologiche sull’esperienza del prendersi cura come forma di incontro; 

– Riflessioni sulla relazione tra cura, tempo, vulnerabilità, alterità, reciprocità e giustizia; 

– Analisi filosofico-educative che esplorino il nesso tra cura e formazione, tra sguardo e riconoscimento, tra etica e pedagogia. 

  • CALL 2 — ESPERIENZE (RICERCHE) 

In che modo la cura prende forma nelle esperienze vissute? Quali configurazioni emergono quando l’incontro diventa gesto educativo, attenzione sensibile, forma incarnata del sapere? Questa sezione è dedicata a ricerche teoretiche, qualitative e quantitative che esplorino la cura nella sua dimensione esperienziale e intersoggettiva. L’obiettivo è far emergere la trama concreta degli incontri nei contesti educativi, formativi, socio-politici, terapeutici e comunitari in cui la cura si manifesta come pratica situata, incarnata, trasformativa. Si sollecitano contributi che, a partire da contesti reali, sappiano tematizzare le condizioni di possibilità dell’incontro come evento di cura, nella sua dimensione dialogica, corporeo-affettiva, relazionale ed educativa. Saranno particolarmente accolti lavori che documentino: 

– Esperienze educative in cui la cura è stata elemento strutturante e generativo; 

– Ricerche sul campo che abbiano esplorato contesti scolastici, universitari, socio-educativi, sanitari, formativi, comunitari in cui la cura ha reso possibile processi trasformativi; 

– Studi teoretici, pedagogici, ermeneutici, relativi all’etica sull’esperienza vissuta della cura in situazioni di vulnerabilità, marginalità, fragilità o transizione; 

– Indagini che valorizzino la soggettività di chi cura e di chi è curato, con attenzione all’ascolto, alla presenza, alla reciprocità e alla co-costruzione del senso. 

  • CALL 3 — PRATICHE (AZIONI GENERATIVE INTRODOTTE SUL TERRITORIO) 

Come si declina la cura come prassi generativa nei territori nella prospettiva educativa, sociale e culturale? Quali dispositivi, metodologie e pratiche trasformative possono essere pensate e agite per abitare la cura? La terza call intende raccogliere esperienze di pratiche concrete che, pur radicate nei territori, siano capaci di generare riflessioni più ampie sul nesso tra cura, inclusione e comunità. L’obiettivo è dare spazio a progettualità che abbiano attivato processi educativi, formativi o sociali fondati su una rinnovata grammatica della cura come gesto politico, pedagogico, relazionale e creativo. Le proposte dovranno mettere in luce il valore trasformativo delle pratiche e la loro capacità di agire come eventi di senso all’interno delle comunità in cui sono sorte, mostrando come la cura possa divenire motore di rigenerazione educativa, coesione sociale, riconoscimento dell’altro, giustizia relazionale. Saranno accolte proposte che descrivano e analizzino: 

– Pratiche educative che abbiano ridefinito i legami tra istituzioni, soggetti e territori in una prospettiva di cura condivisa; 

– Interventi educativi, sociali, artistici, culturali, comunitari che abbiano innescato dinamiche di ascolto, inclusione, riparazione e trasformazione; 

– Progetti in cui la cura ha assunto forma di saper fare situato, dando corpo a dispositivi generativi e cooperativi che valorizzino le differenze; 

– Esperienze che uniscano dimensione teoretica e progettuale, mettendo in dialogo pensiero critico e prassi trasformativa. 

ORGANIZZATORI: Il dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell’Università degli studi di Bari “A. Moro” in collaborazione con il CIRLaGE (Centro Interuniversitario di Ricerca “Laboratorio di Gruppoanalisi e Epistemologia” dell’Università di Bari, Genova e Verona), con la SFI (Società Filosofica Italiana) – sez. di Bari e con il Laboratorio di documentazione delle testimonianze di cultura intellettuale, 

spirituale e materiale diffusa nel Mezzogiorno “Ernesto Bosna” organizzerà nei giorni 27-28 novembre 2025 la seconda edizione del Convegno Internazionale “Pensare la Cura, Abitare la Cura”. 

INFO PER LA PARTECIPAZIONE: Sono ammessi contributi in risposta alle 3 call, inviando una mail all’indirizzo mail labgruppoanalisi.cirlage@uniba.it indicando in oggetto “Convegno Cura 25_Cognome”. In allegato, è richiesto il caricamento di un abstract esteso della lunghezza di max 1000 caratteri (spazi e bibliografia inclusi) all’interno del quale indicare il proprio ruolo e l’istituzione di appartenenza. 

DEADLINE: 

Scadenza invio Abstract: 31 ottobre 2025 

Comunicazione accettazione: 5 novembre 2025 

Invio paper completo: 31 gennaio 2026 Pubblicazione atti convegno: maggio 2026 

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